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L’Oktoberfest, sebbene non appartenga al nostro calendario delle ricorrenze, è in realtà entrato a gamba tesa negli ultimi anni diventando un’opportunità importante di aggregazione, ma anche di fatturato, per la ristorazione.
In che periodo dell’anno si inserisce?
Settembre/ottobre è un periodo di transizione, con un calo naturale rispetto all’estate. L’Oktoberfest offre un pretesto tematico per riportare clienti nei locali, allungando la stagione “calda” del business.
Ma guardandoci attorno vediamo ancora tanti locali che non impostano correttamente l’attività. Proviamo a mettere a fuoco insieme ogni elemento e ad aiutarvi a costruire una proposta vincente.

Il valore: l’esclusività

Nei giorni dell’Oktoberfest proporre un menu limitato nel tempo (birra, stinco, wurstel, crauti) crea urgenza e voglia di provarlo prima che finisca. Un menu a tempo è anche facile da comunicare sui social e giustifica prezzi leggermente più alti percepiti come “esperienza”, non solo pasto. Guardando al bere, le birre speciali (Märzen, birre artigianali a tema) hanno margini interessanti rispetto al vino o ai superalcolici, e si prestano a formule come “boccale + piatto” che aumentano lo scontrino medio. Ma è necessario sfruttare tutte le opportunità, incentivando aggregazione e consumo: durante l’Oktoberfest si può trasformare una cena normale in un evento da prenotare in anticipo — utile per riempire i giorni infrasettimanale più deboli e anche per recuperare contenuti social originali. Come? Proponendo musica bavarese, spillatura in diretta, contest di consumo birra, quiz a tema e via dicendo.

Cosa mettere in carta

Tradurre queste opportunità in un menu non richiede grandi stravolgimenti: bastano poche referenze ben scelte per costruire un’offerta a tema credibile e facile da gestire in cucina.
Per la linea di carne, wurstel di suino e di pollo (proposti “senza pelle” per una masticabilità più gradevole), stinco di suino e ribs con salsa gelo coprono sia il pubblico più tradizionalista sia chi cerca porzioni da condividere. Il galletto Vallespluga — disponibile aperto, alle erbe o piccante — permette di variare il gusto mantenendo lo stesso taglio in magazzino, semplificando gli ordini.

Il format Oktoberfest, inoltre, si presta a proporre extra senza sembrare forzato, perché fa parte della narrazione dell’esperienza.
Sul fronte contorni e snack, l’accostamento di emmental bavarese, crauti al naturale e anelli di cipolla ricrea l’iconografia della birreria tedesca senza sforzo, mentre croccanti di gouda, bocconcini di Asiago DOP e mozzarelline stick offrono alternative sfiziose facilmente vendibili anche come stuzzichini da abbinare alla birra al bancone. Rosties di patata con cipolla e patate a spicchi aglio e erbe fini chiudono l’offerta salata con opzioni di contorno versatili, da abbinare a più piatti.
Per il dolce, strudel di mele e krapfen alle mele gr 110 restano la scelta più coerente con il tema: dolci “pronti”, riconoscibili, che non richiedono lavorazione complessa in cucina e chiudono bene l’esperienza a tema.

Questo tipo di selezione — poche categorie ben presidiate, referenze riconoscibili, gestione semplice in cucina — è esattamente ciò che rende l’Oktoberfest un’operazione a basso rischio e alto ritorno per il ristoratore!

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